Piazza del Campidoglio e Musei Capitolini (Palazzo Nuovo, Palazzo dei Conservatori e Pinacoteca Capitolina)
Argomenti del programma: Come si studia la storia dell’arte? Quali sono gli strumenti metodologici dei quali fa uso la disciplina? Il corso intende dare risposte a queste due domande e al contempo fornire una conoscenza di base della Storia dell’Arte italiana tra Quattrocento e Settecento, soffermandosi su personalità e contesti particolarmente significativi.
Durante il corso, ulteriori materiali didattici saranno messi a disposizione degli studenti su Classroom.
Argomenti del programma: Titolo del corso: Artisti bolognesi a Roma: Annibale Carracci, Guido Reni, Domenichino, Francesco Albani e Guercino Descrizione del corso: Da papa Gregorio XIII a papa Gregorio XV le maestranze bolognesi trovarono un terreno fertilissimo per importare il linguaggio della loro città di provenienza a Roma.
Piazza del Campidoglio e Musei Capitolini (Palazzo Nuovo, Palazzo dei Conservatori e Pinacoteca Capitolina)
Argomenti del programma: Come si studia la storia dell’arte? Quali sono gli strumenti metodologici dei quali fa uso la disciplina? Il corso intende dare risposte a queste due domande e al contempo fornire una conoscenza di base della Storia dell’Arte italiana tra Quattrocento e Settecento, soffermandosi su personalità e contesti particolarmente significativi.
Storia dell’arte, nuova serie 1/2, 20121, pp. 259-271
Argomenti del programma: Roma e Venezia nel Settecento: i due contesti artistici a confronto. La scuola artistica romana e quella veneziana nel corso del Settecento hanno una parabola particolarmente felice. Riconosciute a livello internazionale come massima espressione dell’arte italiana, per molti decenni durante il sec. XVIII si contendono il primato, pur rappresentando due espressioni profondamente differenti del linguaggio figurativo.
Storia dell’arte, nuova serie 1/2, 20121, pp. 259-271
Argomenti del programma: Roma e Venezia nel Settecento: i due contesti artistici a confronto. La scuola artistica romana e quella veneziana nel corso del Settecento hanno una parabola particolarmente felice. Riconosciute a livello internazionale come massima espressione dell’arte italiana, per molti decenni durante il sec. XVIII si contendono il primato, pur rappresentando due espressioni profondamente differenti del linguaggio figurativo.